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Squali: i colori dell’aggressività

da | 25 Nov 2015 | Animali | 0 commenti

Fino agli anni ottanta si contavano 360 specie di squali descritte e documentate scientificamente. Ad oggi studi e tecnologie ci hanno permesso di identificarne oltre 400. La distribuzione è praticamente mondiale, dalle gelide acque polari ai caldi mari tropicali e non si limita agli oceani. Gli squali sono infatti presenti nelle acque di alcuni grandi fiumi, come il Gange o lo Zambesi, fiumi che danno anche il nome alle due specie in grado di vivere nelle loro acque dolci: Glyphis gliphys (squalo del Gange) e Carcharhinus leucas (squalo dello Zambesi).
Naturalmente solo poche specie sono state coinvolte in incidenti o attacchi all’uomo…. Se così non fosse nessun umano potrebbe mai mettere piede in nessuna acqua del pianeta! Ma quali sono queste specie? Da quali squali potremmo aspettarci un attacco? Per rispondere a questa domanda è stata stilata dagli esperti una sorta di classifica delle specie maggiormente coinvolte in attacchi all’uomo. Per renderla istantaneamente comprensibile questi squali sono stati suddivisi in fasce di pericolosità identificate con dei colori; dai meno ai più pericolosi ritroviamo la fascia rosa, gialla, arancione e rossa.

Carcharias Taurus

Carcharias Taurus

Alla fascia rosa appartengono tre specie piuttosto diffuse: Carcharhinus amblyrhynchos (squalo grigio di scogliera), Negaprion brevirostris(squalo limone) e Carcharias taurus(squalo toro). Le prime due specie fanno parte della famiglia Carcharhinidae e hanno una distribuzione pressocchè limitata alle acque calde tropicali; la terza specie appartiene alla famiglia Odontaspididae e la si può trovare in acque più fredde e profonde. Per tutte e tre le specie gli attacchi documentati sono attacchi provocati, il che significa che chi è stato attaccato ha messo in atto un comportamento che ha indotto l’animale a mordere o a ferire. Tanto per capirci meglio, quando un pescatore subacqueo cerca di difendere il pescato da uno squalo, questo può inavvertitamente ferirlo, magari con un colpo di coda.

Prionace Glauca

Prionace Glauca

Nella fascia gialla possiamo notare tre specie di squali piuttosto timidi, ilCarcharhinus obscurus (Squalo bruno), lo Sphyrna mokarran (Squalo martello maggiore) e la Prionace glauca(Verdesca). Anche in questo caso due specie prediligono acque tropicali mentre la Verdesca ama le acque temperate come quelle del mediterraneo. Trattandosi di squali piuttosto restii ad avvicinarsi all’uomo gli unici attacchi riportati sono di nuovo quelli provocati.

Galeocerdo Cuvier

Galeocerdo Cuvier

Salendo di grado troviamo la fascia arancione che comprende ilCarcharhinus longimanus (Longimano o Carcarino dalle punte bianche), ilCarcharhinus brachyurus (Squalo ramato o bronzeo) e l’Isurus oxyrinchus (Mako a pinne corte). Di nuovo la distribuzione varia dai tropici ai mari temperati ma a differenza delle specie appartenenti alle fasce rosa e gialla questi squali sono di temperamento più “intraprendente”. Prendiamo ad esempio il longimano; chi ha avuto la fortuna di immergersi con questo meraviglioso animale nelle acque del Mar Rosso avrà certamente notato la sua curiosità. Spesso si avvicina ai subacquei e tenta di assaggiarne le pinne… Una reazione sbagliata da parte nostra potrebbe innescare il morso!

Carcharhinus Leucas

Carcharhinus Leucas

Ed eccoci alla famigerata fascia rossa, ovvero la categoria che comprende i tre squali più pericolosi per l’uomo:Carcharodon carcharias (Grande squalo bianco), Galeocerdo cuvier (Squalo tigre) e Carcharhinus leucas (Squalo dello Zambesi). In questo caso la faccenda è un po’ più complicata. Questi squali dalle grosse dimensioni sono i responsabili della maggior parte degli attacchi all’uomo. Per quanto riguarda il Grande squalo bianco risulta spesso coinvolto in attacchi ai surfisti, generalmente a causa della sua predilizione per le otarie… un uomo sdraiato su una tavola da surf, visto da sotto, somiglia molto ad una foca. Lo squalo tigre è rinomato per avere gusti poco raffinati… chiamato anche “pattumiera del mare” ingoia ed assaggia di tutto, è molto insistente ed ha la brutta fama di non mollare mai la presa. Infine, lo Squalo dello Zambesi, questo sconosciuto! A parer mio la specie più pericolosa al mondo, ha la capacità di risalire anche per chilometri le acque di grandi fiumi. E’ la specie di dimensioni più contenute tra le tre, ma è anche la più aggressiva:  si suppone che ciò sia dovuto ad un livello di testosterone altissimo rispetto ai normali livelli del mondo animale, ma questa è una teoria ancora da confermare. Se a questa spiccata aggressività aggiungiamo la loro abitudine di cacciare anche in acque basse e frequentate dai bagnanti possiamo capire perchè questa specie sia spesso coinvolta in attacchi anche con esito fatale.

Quindi, se avete intenzione di farvi un bagno rinfrescante in un fiume nei caldi paesi tropicali e pensate di essere al sicuro… beh, temo che dovreste fare attenzione e non pensate di aver preso un colpo di calore se vedrete una pinna che solca l’acqua!!

L’autore

Tra le mie mille passioni squali, rapaci e cani... una vita all'insegna dell'interazione con il mondo animale.

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